lunedì 11 gennaio 2016

Distacco











Si conobbero sul battello che li portava sull'altro lato del lago.Josef, alto e magro, riccio e con il pizzetto sopra il mento.Claudiane, radiosa e eterea come una goccia di rugiada sul vetro della finestra della cucina, cercava sulla pianta della cittadina l'ostello più vicino la stazione dove si trovava.Era appena scesa dal treno che da Copenhaghen l'aveva portata a Costanza.Josef studiava medicina a Zurigo. Terzo anno.Non aveva ancora deciso per quale specialità proseguire gli studi.Claudiane era prima ballerina in un corpo di ballo regionale francese. Profilo dolce e delicato, camminava con i piedi a papera come tutte le ragazze del suo mestiere: soave nei volteggi, ma un vero disastro di eleganza e goffaggine nel più banale dei movimenti cosiddetti di routine.I loro sguardi si incrociarono proprio all'imbarco, quando, tra la folla attorno il molo, Josef urtò Claudiane facendola traballare un poco.< Oh! Mi scusi gentilmente Signora. E' che con questo trambusto devo essere divenuto un poco sgarbato. Certo non volevo che ciò accadesse >.Mentre Claudiane si riassettava l'orlo del vestito, che aveva strusciato contro il muretto dell'imbarcadero,< Sono cose che accadono. Non se ne faccia un cruccio >, rispose.Josef non sapeva se avesse a ché fare con una smorfiosa qualunque, oppure con una vera dama dall'accento inconfondibile.Madre ebrea e padre italiano, il giovane non aveva mai avuto gran buone esperienze con i suoi cugini d'oltralpe; anzi ricorda sempre del suo viaggio a Parigi; città meravigliosa ma abitata da cittadini un po' di malumore e pronti ed esperti nella critica facile e poco edificante.- Giusto una piccola smorfiosa dovevo urtare nella fretta di arrivare a casa, quest'oggi. Speriamo non se la leghi al dito e rimanga di malumore; dovessimo trovarci nuovamente vicini. E magari a sedere -Il battello, saliti tutti i passeggeri, inforcò la rotta verso l'altra sponda del lago.Josef non riusciva a vedere Claudiane. La cercò ripetute volte, girando la testa verso destra e sinistra. Poi anche dietro le spalle.La traversata, quel giorno, non fu mai più veloce.







































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