sabato 9 gennaio 2016

Quel mattino sfortunato







Sopra il tavolo del bagno di servizio ho trovato l'ultimo messaggio di Daniela che, quando si alza presto la mattina e non mi trova dentro il letto, lancia insulti ed improperi contro questo mio lavoro un po' seccante.Ero fuori sotto una pioggerellina assai sottile, e che quindi bagna molto, senza né cappello né l'ombrello.Passeggiando fra le bancarelle del mercato, adiacente il manicomio, pronto per tornare verso casa, alzo gli occhi da una  borsa della spesa; e mi trovo Andrea dritto di fronte. Coi suoi occhi azzurri e spalancati, mi racconta che nel maggio non è più previsto alcun oltraggio contro la Cooperativa; niente più alcuna repressione bolscevica, a restituzione della provocazione già impartita.Assai strano è stato l'incontrarlo all'alba, tra un cestino di castagne e le mutande; e la fine della storia con Daniela ... è ancora appesa a un filo di un discorso un poco sconcio. Dice che son sempre dentro il mezzo di vicende altrui, a combattere la sorte di individui di non poca fantasia, balzati fuori da un vecchio cassetto di un armadio già pieno di tarli, ed ormai fa parte dell'arredamento. La mia testa è sempre concentrata su di cose assolutamente non interessanti, e si è stufata di parlare a un muro che le getta tutto contro di sicuro.Son fissati sopra i muri e nell'aria che respiri, le follie di tanta gente che frequento. Con un matto, stai sicuro, la tua noia e la stanchezza del futuro, non hanno più neppure il tempo di occupare anche una mente assai poco intelligente.Credo che la lascerò per un'altra donna un po' diversa, forse bionda o forse mora, ma che non si opponga a tanta gente, se vuoi anche divertente.




























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